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Mandalay

Sono arrivato a Mandalay dopo una lunga corsa in autobus notturno di ben 10 ore, diretto dal Lago Inle, anche se erano solo le cinque di mattina la stazione dei bus era affollatissima.
La prima differenza notevole da Yangon sono le migliaia di moto strombazzanti tutto il giorno provenienti da ogni direzione.
La città è un completo disastro, inquinata e caotica, solo birmani riescono a gestirsi e a capirci qualcosa.
Ho subito organizzato un giro in motorino, con autista, per spostarmi sia a Mandalay sia per visitare gli interessanti luoghi circostanti. Gli stranieri, soprattutto i turisti, non sono autorizzati a guidare in Birmania senza autorizzazione.
Le foto scattate a Mandalay mi hanno davvero soddisfatto, spero di aver dato con la fotografia una chiara immagine di questa variegata realtà.
Mandalay è la seconda città del Myanmar, si trova 716 km a nord di Yangon sulla riva del fiume Irrawaddy, la città ha una popolazione di oltre un milione di birmani.
Mandalay è considerata il centro della cultura birmana, ma un afflusso continuo di immigrati cinesi, per lo più nella provincia dello Yunnan, negli ultimi venti anni, ha rimodellato la composizione etnica della città ed aumentato il commercio con la Cina.
I Birmani denunciano che Mandalay sta diventando poco più che un satellite della Cina: nulla rimane della vecchia idea romantica di Mandalay descritta in molti testi e poesie.

 
Birmania, Mandalay, scritture sacre buddiste dentro la Sandamuni pagoda. Birmania, Mandalay, scritture sacre buddiste dentro la Sandamuni pagoda. Birmania, Mandalay, scritture sacre buddiste dentro la Sandamuni pagoda.
Birmania, Mandalay, Kuthodaw pagoda. Birmania, Mandalay, Kuthodaw pagoda. Birmania, Mandalay, Kuthodaw pagoda.
Birmania, Mandalay, statua di marmo di Buddha dentro la Kyauktawgyi pagoda. Birmania, Mandalay, Kyauktawgyi pagoda. Birmania, Mandalay, vista da Mandalay hill.
Birmania, Mandalay, monastero in tek Shwe in bin kyaung. Birmania, Mandalay, monastero in tek Shwe in bin kyaung. Birmania, Mandalay, monastero in tek Shwe in bin kyaung.
Birmania, Mandalay, monache. Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha. Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha.
Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha. Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha. Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha.
Birmania, Mandalay, preparazione statue di marmo di Buddha. Birmania, Mandalay, artigiani preparano le decorazioni per le pagode. Birmania, Mandalay, strada.
Birmania, Mandalay, statua di Buddha alla Mahamuni pagoda. Birmania, Mandalay, statua di Buddha alla Mahamuni pagoda. Birmania, Mandalay, statua di Buddha alla Mahamuni pagoda.
Birmania, Mandalay, palazzo e fortino. Birmania, Mandalay, palazzo e fortino. Birmania, Mandalay hill.
Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive. Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive. Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive.
Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive. Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive. Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive.
Birmania, Mandalay, preparazione di foglie d'oro per offerte votive. Birmania, Mandalay, bicicletta lungo la strada. Birmania, Mandalay, camminando lungo le strade.
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Birmania, Mandalay, tramonto lungo le strade. Birmania, Mandalay, tramonto lungo le strade. Birmania, Mandalay, tramonto lungo le strade.
 

Mandalay ancora oggi, nonostante la nuova capitale Naypyidaw, rimane il centro commerciale, educativo e sanitario principale della Birmania settentrionale.
Il 13 Febbraio 1857 Re Mindon fondò Mandalay una nuova capitale del regno, ai piedi della Mandalay Hill, fondata per adempiere ad una profezia in occasione del 2400° giubileo del buddismo, una metropoli quindi dedicata al buddismo ed alla cultura da erigere in quel luogo preciso.
Mandalay, per i successivi 26 anni, divenne l’ultima capitale reale indipendente del regno birmano regno prima della sua annessione definitiva da parte degli inglesi. Mandalay cessò di essere la capitale il 28 novembre 1885 quando la conquista britannica mise fine alla Terza Guerra Anglo-Birmana.
Mandalay continuò ad essere la principale città della Birmania settentrionale anche durante il dominio coloniale inglese, ma l’importanza commerciale e politica era irreversibilmente spostata a Yangon.

 

Il punto di vista britannico in merito allo sviluppo di Mandalay e della Birmania era, naturalmente, soprattutto con intenzioni commerciali. Una ferrovia raggiunse Mandalay nel 1889, meno di quattro anni dopo l’annessione, ma la prima scuola a Mandalay fu costruita solo 40 anni dopo.
Nel corso del periodo coloniale Mandalay rimase speciale, rimase il centro della cultura birmana e dell’insegnamento buddista; come ultima capitale reale è sempre stata considerata dai birmani il simbolo primario della sovranità e della identità.
Tra le due guerre mondiali, la città è stata il punto focale di una serie di proteste nazionali contro il dominio britannico.

 

Durante la seconda guerra mondiale, sotto l’occupazione giapponese (1942-1945), la città subì gravi danni. Il palazzo reale e la cittadella furono trasformati dai giapponesi in un deposito di munizioni; a causa di questo venne rasa al suolo dai bombardamenti alleati.
Solo i muri e la torre di guardia sono sopravvissuti.
Quello che vediamo oggi è solo una replica con al suo interno una prigione, un presidio militare, ed il quartier generale del Comando Militare Centrale.

 

Dopo che il paese ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1948, Mandalay ha continuato ad essere il principale centro culturale, educativo ed economico nel nord del Myanmar.
Purtroppo, oggi, la città attrae solo una frazione di studenti in quanto il governo militare richiede agli studenti di frequentare le università locali al fine di ridurre la concentrazione di studenti in un unico luogo.

 

Durante il governo del generale Ne Win (1962-1988) le infrastrutture della città sono deteriorata molto, oggi la seconda più grande città del Myanmar è fondamentalmente una città di edifici bassi e strade polverose piene per lo più con le biciclette e motorini.
L’influsso cinese è cresciuto molto dopo la salita al potere nel 1988 dell’attuale governo militare.
Il governo ha permesso agli immigrati cinesi dello Yunnan e del Sichuan di trasferirsi nella Birmania settentrionale per poi finire a Mandalay.
Solamente negli anni 90 si stima che tra 250.000 e 300.000 cinesi siano migrati a Mandalay.
Oggi i cinesi si ritiene siano circa il 40% della popolazione della città.
I festival cinesi sono ora completamente inseriti nel calendario culturale della città.
I cinesi sono in gran parte responsabili della rivitalizzazione economica del centro, della costruzione di nuovi appartamenti e condomini, della nascita di alberghi e centri commerciali, e del ritorno della città al suo ruolo di centro commerciale che collega sud e nord della Birmania con la Cina e l’India.

 

Mandalay ha numerosi monasteri e più di 700 pagode, ai piedi della Mandalay Hill risiede la “Bibbia Buddista”, noto anche come il più grande libro del mondo. Nella Kuthodaw Pagoda vi sono 729 lastre di pietra con inciso l’intero canone buddista, ogni lastra occupa il proprio stupa bianco.
All’interno della Sandamuni Pagoda, nonostante la precedente, vi sono 1774 lastre di pietra.

 
 
NOTE:
- le immagini sono state realizzate con una Canon EOS 450D, attendete il caricamento completo della pagina prima di cliccare sulle foto, può richiedere diversi secondi -
- Fotografie di Mandalay / Birmania – portfolio © www.artphotoasia.net -

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