Phuket
In Phuket è iniziata una nuova fase della mia intensa avventura durante l’estate 2000.
Ho salutato un mio amico italiano ad Ayutthaya, e nella principale stazione degli autobus di Bangkok ho preso il mio biglietto fino a Phuket.
Considerando che siamo partiti insieme da Phitsanulok e poi io ho proseguito, in totale, ho trascorso più di 18 ore sugli autobus prima di rivedere un altro letto.
Ricordo ancora la lunga notte, l’alba arrivando a Phuket, la squallida stanza della pensione.
Probabilmente oggi sono già troppo vecchio per questo, chi lo sa.
Comunque, una volta a Phuket, ho passato sul letto tutto il giorno per poi indagare sulla vita notturna, dopo il letto.
Ero nella città principale dell’isola, nel centro, ma le belle spiagge si trovano sul lato occidentale dell’isola.
Mi sono rilassato per diversi giorni a Phuket, dove ho incontrato una simpatica e pazza ragazza mezza thai mezza svedese, che mi ha seguito per alcuni giorni anche a Krabi
Usando sempre la pessima macchina fotografia compatta che avvero comperato a Pattaya, sono riuscito comunque a scattare qualche bella foto di lei.
I bei ricordi e le immagini saranno sempre con me.
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Purtroppo la storia di Phuket non è così diversa da quella di Samui.
Phuket è l’isola più grande della Thailandia, un isola ricca di miniere di stagno che è stata la fonte di reddito principale sin dal sedicesimo secolo.
Imprenditori e lavoratori cinesi sono stati impiegati nelle miniere, la maggior parte di loro erano cinesi Hakka, l’influenza sulla cultura e sulla cucina di Phuket si sentono ancora oggi.
Con i prezzi dello stagno in calo, le attività minerarie sono quasi del tutto cessate.
Oggi l’economia di Phuket si fonda su due pilastri: le piantagioni di alberi della gomma (facendo della Thailandia il più grande produttore di gomma del mondo) e il turismo, con una fiorente industria subacquea che attira migliaia di subacquei ogni anno.
Dal 1980 le spiagge sabbiose della costa occidentale dell’isola sono state fortemente sviluppate sono nati centri come Patong, Karon e Kata per citare i più popolari.
Dal momento dello tsunami del 2004 tutti gli edifici danneggiati e le attrazioni turistiche sono state restaurate.
Phuket sta attraversando un periodo di forte urbanizzazione, con molti nuovi alberghi, appartamenti e case in costruzione.
Non ci sono scuse e non è accettabile tale sfruttamento, qualcosa è perso per sempre e i nostri figli non saranno mai in grado di sapere come era prima.
Non ci sono scuse e non è accettabile distruggere un tale paradiso, le meravigliose colline, le spiagge bianche, le barriere coralline.
Non ci sono scuse e non è accettabile questo tipo di “sviluppo” soprattutto quando i thailandesi potrebbero imparare dagli errori degli occidentali, se solo sapessero ascoltare ed aprire le loro menti ad una voce che non sia solo profitto.
- le immagini sono state realizzate a partire dalle stampe originali utilizzando uno scanner HP, attendete il caricamento completo della pagina prima di cliccare sulle foto, può richiedere diversi secondi -
- Fotografie di Phuket / Thailandia – portfolio © www.artphotoasia.net -
Pubblicato il 15 December 2000
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