Umpium Camp e rifugiati Karen dalla Birmania
Ero in Thailandia dal 4 settimane, bruciato dal mare, dalle ragazze, estasiato dalla gente… la mia mente aveva appena cominciato a risvegliarsi.
Pochi giorni dopo il mio arrivo a Mae Sot ho visitato Umpium Camp ho conosciuto i profughi birmani di etnia Karen ed alcuni mesi più tardi, dopo aver percorso tutta la Thailandia in lungo e in largo, sono ritornato.
Umpium Camp è un campo per profughi birmani, in fuga dal regime militare, ci sono 30.000 persone, e per il governo thailandese semplicemente non esistono. Per le ONG ufficialmente è lo stesso.
Si trova al confine tra i due stati, nella terra di nessuno.
In Birmania, se tornano, rischiano la vita. In Thailandia non vengono lasciati entrare.
La giornata inizia con il sorgere del sole e si finisce con l’alba, qui non esiste né elettricità né acqua potabile, l’acqua deve essere presa dal fiume e bollita.
Si cena alle 5 del pomeriggio, poco prima del calare della notte e poi si parla. Ognuno ha la sua storia e la sua tragedia da raccontare.
Dopo aver visitato il campo, ritornato a Mae Sot, per la prima volta ho sentito che stavo facendo quello che volevo fare, essere nel posto giusto nel momento giusto in equilibrio.
Probabilmente a Mae Sot, senza nemmeno rendermene conto, ho preso decisioni dentro di me che hanno modificato totalmente la mia vita.
Rimasi in città un mese intero insegnando come utilizzare il PC ad alcuni ragazzi birmani che si nascondevano lì.
Conobbi un mare di gente e di storie, qualcosa è successo laggiù. È successo qualcosa in me.
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- Fotografie di Umpium Camp / Thailandia – portfolio © www.artphotoasia.net -
